MARZO
18

Diario dal Consiglio del 18 marzo 2022

Le armi tacciano e il dialogo riprenda

La cultura giuridica che ha sorretto 70 anni di pace in Europa è fondata sul riconoscimento del valore della persona, di cui tutte le dichiarazioni che stanno alla base delle società realmente democratiche affermano l’insopprimibile dignità, al di là di ogni differenza e di ogni condizione di minoranza o di bisogno, perché è questo l’unico strumento capace di neutralizzare il principio della forza e la dinamica della relazione fondata sulla sopraffazione e la discriminazione. 

Il dovere di ogni cittadino europeo, che si è nutrito della cultura della pace e della tutela dei diritti fondamentali, è quello di chiedere l’immediata cessazione delle ostilità: che le armi tacciano e riprenda il dialogo, unico strumento di risoluzione dei conflitti coerente con il principio di dignità di tutti gli esseri umani e di conseguente ripudio di ogni guerra.

 

Plenum

1. L’Organizzazione degli uffici

Fra le questioni di settima commissione (tabelle e progetti organizzativi per gli uffici) esaminate in Plenum ci sembra importante segnalarne alcune per il loro carattere di novità e perché hanno valenza generale e meritano, perciò, di essere oggetto di conoscenza e riflessione negli uffici.

  1. La prima riguarda l’erroneità dell’impostazione di un progetto organizzativo elaborato sulla base dei magistrati in servizio e non di quelli previsti in pianta organica; il progetto organizzativo di un ufficio di Procura distrettuale di medie dimensioni, invero non ha previsto un’elaborazione dell’organizzazione dell’ufficio e del contingente dei singoli gruppi di lavoro sulla base della pianta organica (composta da 11 magistrati), ma ha rappresentato l’organizzazione dell’ufficio esistente, con i 9 magistrati in servizio all’epoca della redazione; tanto che il Procuratore ha riservato ad un momento futuro, ovvero al momento della copertura dell’organico, la rimodulazione dei gruppi di lavoro, ovvero le scelte relative alla individuazione e composizione dei gruppi di lavoro, compresa la DDA: una criticità che incide sulla struttura stessa del progetto e sulle finalità cui il documento organizzativo è preposto,  tanto che impedisce, ad esempio, di conoscere a quali posti potrebbero essere assegnati i magistrati di nuova destinazione dell’ufficio, risultando i gruppi descritti nel progetto tutti occupati, in contrasto con l’articolo 7, comma 4, lett. b), della circolare sulle Procure, che richiede l’individuazione dei criteri per la provvisoria assegnazione dei magistrati di nuova destinazione (assegnazione che prevede evidentemente un posto a cui assegnare il magistrato non ancora immesso in possesso);
  2. la seconda concerne un aspetto della normativa secondaria volto alla tutela dell’indipendenza del singolo sostituto; il progetto organizzativo di un ufficio di procura medio/piccolo, ove il procuratore aveva previsto che “il magistrato assegnatario che intenda rinunciare all’assegnazione del fascicolo per insanabile contrasto col Procuratore o con il coassegnatario presenterà atto scritto e motivato al Procuratore. Questi in caso di accoglimento potrà disporre l’assegnazione a se medesimo o all’altro assegnatario revocando il solo richiedente” e ciò ritenendo che “dal tenore letterale della disposizione, oltre che da considerazioni logiche, appare evidente che la presentazione della rinuncia sia un diritto per il sostituto ma che essa non vincoli in alcun modo il dirigente (....)”; il Consiglio a fronte di questa diposizione organizzativa che lascia margini di ambiguità ha inteso precisare che  l’articolo 16 della vigente circolare consiliare sull’organizzazione degli uffici di Procura, nel disciplinare l’ipotesi di rinuncia all’assegnazione, è finalizzato a garantire la sfera di autonomia del sostituto procuratore assegnatario di un procedimento;  sicché, in caso di insanabile contrasto con il Procuratore o con il coassegnatario, il sostituto procuratore è legittimato a rinunciare all’assegnazione con provvedimento motivato rimettendo il procedimento al Procuratore della Repubblica, che potrà eventualmente riassegnare (ovvero trattenere) il procedimento, o mantenere l’assegnazione al solo coassegnatario; perciò per il dirigente, una volta che sia stata formalizzata la rinunzia all’assegnazione con provvedimento scritto e motivato, non sussistono margini di discrezionalità in ordine al provvedimento da adottare che non può non essere la sostituzione della rinunziante; sarà, invece, facoltà del Procuratore o del rinunziante trasmettere gli atti al CSM per la presa d’atto;
  3. la terza riguarda l’attribuzione di incarichi di coordinamento sovrapponibili a incarichi spettanti ai dirigenti, in un ufficio giudicante ed in un ufficio requirente.
    1. In un primo caso si è trattato della nomina del Coordinatore dell’ufficio Gip/Gup in assenza dei presupposti previsti dal novellato art. 71 della circolare sulle tabelle.
      Una delle direttrici cui si è ispirata la nuova circolare è stata quella di  promuovere assetti organizzativi degli uffici giudicanti che non favoriscano la ricerca e l’offerta di “incarichi” interni agli uffici sovrapponibili ai compiti spettanti ai dirigenti: per valorizzare la responsabilità dei dirigenti degli uffici e dei  presidenti di sezione in quanto gli uni e gli altri sono oggetto di una specifica selezione compiuta dal Consiglio superiore, la quale avviene proprio in funzione dell’idoneità all’esercizio di detti compiti, e, nel contempo, contrastare anche a livello ordinamentale quel “carrierismo” che ha intossicato la magistratura dopo la riforma ordinamentale del 2006, e che spesso ha fatto leva sulla ricerca (e la concessione) di compiti di collaborazione e coordinamento con la dirigenza da poter spendere nei “curricula” in occasione di domande per l’assegnazione di posti semidirettivi o direttivi, a prescindere dalla loro reale necessità.
      Nel caso di specie nella proposta tabellare di un ufficio giudicante di medie dimensioni è stato indicato (pur con procedura sostanzialmente corretta) il Coordinatore dell’ufficio Gip/Gup (composto da 3 giudici ed inserito nella sezione penale composta nel complesso da 8 giudici) pur in presenza del presidente della sezione penale, sulla base – come risulta  dall’interlocuzione sul punto con il Consiglio Giudiziario – di esigenze organizzative individuate nella ridotta anzianità nel ruolo degli altri colleghi dell’Ufficio Gip/Gup tale da imporre una particolare attenzione all’attuazione dei criteri tabellari, nell’esigenza di garantire tempestiva segnalazione delle problematiche e provvedere all’organizzazione delle udienze oltreché alla redazione dei turni di reperibilità e ferie;  il Consiglio, pur dando atto della superfluità dell’interpello ai sensi dell’art. 104, ha rilevato che non erano adeguatamente motivate le specifiche esigenze organizzative di cui all’articolo 71 circ. tabelle per confermare la figura del Coordinatore (già prevista nel precedente assetto tabellare) tenuto conto del ridotto numero di giudici addetti e, quindi, le circostanze che impedivano che le funzioni di coordinatore indicate potessero essere svolte dal Presidente dell’unica sezione penale;
    2. in un secondo caso si è trattato della nomina di sostituti  quali  coordinatori di gruppi di lavoro  in un ufficio requirente.
      Nel progetto organizzativo di un ufficio di Procura di piccole dimensioni composto da 9 sostituti, 6 di questi sono stati nominati coordinatori di altrettanti gruppi di lavoro;  benché si sia trattato di nomina con procedura corretta  (ovvero all’esito di interpello, sulla base di criteri predeterminati e per una durata massima dell’incarico pari a due anni) il Consiglio ha rilevato – conformemente alla previsione della nuova circolare sulle Procure – che non risultano esplicitate le ragioni che hanno reso “indispensabile per il buon funzionamento dell’ufficio” la delega per lo svolgimento di funzioni di coordinamento, ovvero le esigenze organizzative sottese a tale scelta;  motivazione tanto più rilevante se si pensa sia all’organico dei gruppi (alcuni composti da due o tre sostituti) sia al rapporto tra l’organico dell’ufficio e il numero di coordinatori  (nove sostituti e sei coordinatori).

2. L’individuazione delle sedi MOT: l’attività della terza commissione e i criteri utilizzati

Sono state deliberate dal Plenum sia la graduatoria a mezzo della quale i MOT procederanno alla scelta delle sedi, sia ovviamente queste ultime.

L’individuazione delle sedi ha risentito in maniera determinante dell’attuale alto tasso di scopertura dell’organico della magistratura (ad oggi pari al 14%) nonché del blocco delle procedure del concorso in magistratura a causa degli eventi pandemici; infatti, l’inizio del tirocinio da parte di nuovi magistrati sarà assai differito nel tempo considerato che sono ancora in corso le correzioni degli elaborati scritti dell’ultimo concorso. Perciò, nella più felice delle ipotesi, soltanto nel corso del secondo semestre del 2024 altri magistrati assumeranno le funzioni.

Di qui la necessità avvertita dal Consiglio di procedere soprattutto alla copertura delle vacanze negli uffici aventi un organico limitato (i piccoli uffici, dove quindi la carenza anche di un solo magistrato incide in maniera ampiamente prevalente rispetto agli uffici medio-grandi), prendendo in considerazione in particolare:

  1. gli indici di scopertura;
  2. i dati sui flussi di lavoro e sulle pendenze;
  3. l’assenza di aspiranti in precedenti bandi ordinari;

3. La riforma dell’ordinamento giudiziario: il parere del Consiglio al Plenum

Questa settimana è iniziata in Plenum la discussione sulla delibera, proposta dalla Sesta Commissione, di parere sul maxi-emendamento presentato dalla Ministra Cartabia al disegno di legge di riforma dell’ordinamento giudiziario.

Nel parere vengono espressi apprezzamenti per alcuni aspetti della proposta che accolgono anche alcune indicazioni provenienti dal Consiglio, quali, ad esempio, la eliminazione del divieto di costituire gruppi in Consiglio, la riduzione del numero di incarichi semidirettivi, il ripristino di spazi di intervento per la normazione secondaria del Consiglio. E si apprezza anche la decisione della Ministra di non aver ceduto alla retorica anticostituzionale del sorteggio. E vengono segnalati anche alcuni elementi di criticità che tuttora permangono.  

Nell’intervento svolto da Giuseppe in Plenum, e che abbiamo diffuso la scorsa settimana, sono state anticipate alcune obiezioni alla proposta del governo e sono stati esposti i nostri emendamenti finalizzati a rendere più incisivo il parere su quegli aspetti. La discussione proseguirà la prossima settimana.

 

Vi racconteremo...

Alessandra, Ciccio, Elisabetta, Giuseppe, Mario