Sistema elettorale del CSM

Al Consiglio dei Ministri una nuova proposta di riforma

Caratteristiche essenziali, vantaggi e svantaggi del disegno di legge delega che il Governo discuterà a breve

Il 28 luglio abbiamo inviato al Ministro per la Giustizia On. Alfonso Bonafede un documento tecnico con l’intento di offrire un contributo al dibattito politico istituzionale sulla riforma del sistema elettorale del CSM raffrontando le diverse proposte formulate e valutandone l’efficacia in relazione ad alcuni obiettivi che riteniamo irrinunciabili per garantire la maggior autorevolezza e la più ampia rappresentatività al CSM che sarà composto in base alle nuove regole.

I risultati da perseguire con la riforma sono, a nostro avviso, i seguenti:

  • assicurare la qualità morale e professionale dei candidati e degli eletti;
  • evitare che gli eletti siano concentrati in pochi grandi distretti, perché il Consiglio deve avere una visione complessiva delle esigenze degli uffici, anche di quelli di minori dimensioni;
  • restituire la scelta agli elettori e, per questa via, riavvicinare l’organo di autogoverno al corpo della magistratura che possa percepirlo come una sua più diretta e non mediata espressione;
  • garantire un’equa rappresentanza di genere;
  • assicurare che il Consiglio sia rappresentativo del pluralismo di idee presente in magistratura.

Il 3 agosto la Presidenza del Consiglio dei Ministri ha divulgato il testo di uno schema di Disegno di Legge per la riforma dell’Ordinamento Giudiziario nel quale sono state inserite anche nuove previsioni sul sistema elettorale per il rinnovo del CSM.

Abbiamo ritenuto di predisporre, anche in relazione a questa proposta, una scheda illustrativa volta a sintetizzarne il contenuto, a valutarne i vantaggi e gli svantaggi, a testarne l’efficacia in relazione agli obiettivi sopra indicati.

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Sistema delineato nel DDL del 3 agosto 2020

Caratteristiche

  • Innalzamento a 20 del numero dei membri togati eletti al CSM;
  • suddivisione del territorio in 17 collegi ordinari, cui si aggiungono 2 ulteriori collegi: uno per i magistrati appartenenti alle corti superiori e uno per i magistrati fuori ruolo, dell’ufficio del massimario e delle direzioni nazionali;
  • i collegi sono individuati con Decreto dal Ministro almeno tre mesi prima del giorno fissato per le elezioni;
  • l’elettore esprime fino a quattro preferenze (se più di una, di genere diverso); le preferenze devono essere espresse alternando candidati di genere diverso e devono essere ordinate e numerate sulla scheda; l’ordine rileva in caso di ballottaggio;
  • ogni collegio deve esprimere almeno 10 candidature, 5 per ciascun genere; ogni candidatura è presentata da non meno di 10 e da non più di 20 magistrati;
  • se le candidature presentate sono in numero inferiore a 10 o non rispettano la parità di genere si procede a sorteggio dei candidati mancanti tra elenchi separati per genere. È sorteggiato il quadruplo dei candidati necessari e i magistrati estratti, in assenza di indisponibilità manifestata entro le 48 ore, sono candidati nel collegio secondo l’ordine di estrazione;
  • nel collegio viene eletto il candidato che ha ottenuto almeno il 65% dei voti di preferenza validamente espressi al primo posto sulla scheda;
  • se nessun candidato ha ottenuto al primo turno la maggioranza prescritta si procede al ballottaggio tra i quattro candidati che al primo turno hanno ottenuto il maggior numero di voti, ma applicando un coefficiente di riduzione pari rispettivamente a 0,90-0,80-0,70 per i candidati indicati al secondo, terzo e quarto posto;
  • al secondo turno ciascun elettore può esprimere fino a due preferenze purché differenziate per genere;
  • le preferenze sono ordinate e numerate sulla scheda, risulta eletto il candidato che ha ottenuto più voti applicando un coefficiente di riduzione pari a 0,80 per il voto di preferenza indicato al secondo posto sulla scheda;
  • nel collegio per i magistrati appartenenti alle Corti superiori il voto al primo turno si svolge secondo le medesime regole indicate per gli altri collegi, ma nessun candidato viene eletto;
  • accedono al secondo turno i quattro magistrati che al primo turno hanno ottenuto il maggior numero di voti, ma applicando un coefficiente di riduzione pari rispettivamente a 0,90-0,80-0,70 per i candidati indicati al secondo, terzo e quarto posto;
  • al secondo turno sono eletti i due candidati che hanno ottenuto il maggior numero di voti applicando un coefficiente di riduzione pari a 0,80 per il voto di preferenza indicato al secondo posto sulla scheda.

Vantaggi

  1. Riavvicina i candidati agli elettori mediante la creazione di piccoli collegi;
  2. evita che la maggioranza degli eletti provenga da pochi territori;
  3. facilita la rappresentanza di genere imponendo un pari numero di candidature;
  4. favorisce candidature “indipendenti” e non legate alle correnti di persone stimate nel collegio.

Svantaggi

  1. Il sistema è farraginoso. Il secondo turno si svolge nel “secondo giorno successivo al completamento delle operazioni” di spoglio relative al primo turno, quindi in un momento non predeterminabile in astratto. Ciò sfavorisce l’affluenza alle urne.
  2. La previsione di collegi uninominali potenzia il peso dei gruppi e, soprattutto, del gruppo più forte favorito dal numero elevato delle candidature, alcune delle quali selezionate dalla sorte, e dalla conseguente parcellizzazione del voto;
  3. la preferenza multipla potrebbe determinare accordi e “scambi di voti” tra candidati e tra gruppi;
  4. la previsione del ballottaggio (assai probabile essendo richiesto il 65% dei voti di prima preferenza), che avviene addirittura tra 4 candidati, rende altamente probabile accordi tra candidati e tra gruppi, anche grazie alla possibilità di esprimere una doppia preferenza pur essendo unico l’eletto (due gruppi, alleandosi, possono vincere in ogni distretto, decidendo a tavolino in quale circoscrizione elettorale far prevalere l’uno e in quale l’altro);
  5. la suddivisione del corpo elettorale in collegi di dimensioni assai ridotte crea un legame troppo forte tra l’eletto e il territorio e favorisce le cd. “clientele territoriali”;
  6. gli eletti della Cassazione sono scelti dai magistrati della Corte; ciò riproduce la vecchia e (fortunatamente) superata distinzione tra magistrature superiori e inferiori, e sottrae ai giudici di merito (che ogni giorno misurano le ricadute del lavoro della Cassazione) la scelta dei Consiglieri superiori provenienti dalla magistratura di legittimità;
  7. la formazione dei collegi, affidata di volta in volta a un decreto ministeriale, consente che i collegi siano composti in modo tale da favorire questo o quel candidato.

Obiettivi da perseguire e funzionalità ad essi

1

Assicurare la qualità professionale e morale nonché l’autorevolezza dei candidati e degli eletti

L’obiettivo non è raggiunto.

Non lo è quanto ai candidati, in parte selezionati dalla sorte, e neppure con riferimento agli eletti, perché il numero elevato di preferenze favorisce il voto organizzato, gli accordi tra gruppi e sfavorisce le candidature indipendenti.

2

Evitare la concentrazione degli eletti in pochi grandi centri

L’obiettivo è raggiunto.

La parcellizzazione del voto però è forse eccessiva. Inoltre la formazione dei collegi dovrebbe essere compiuta in linea generale ed astratta, non essere affidata di volta in volta a un decreto ministeriale (scelta che fa sorgere seri dubbi di costituzionalità)

3

Riavvicinare i magistrati all’autogoverno

L’obiettivo è solo apparentemente raggiunto

Il numero elevato di preferenze e di candidati ammessi al ballottaggio, favorisce le correnti a discapito di singoli candidati indipendenti e, soprattutto, consente di ipotizzare uno scenario in cui 4 correnti (e 4 sono ad oggi le correnti) arrivano al ballottaggio con il loro candidato e due di loro, tramite accordi, impongono quasi ovunque i propri candidati, scegliendo a tavolino in quale distretto far vincere il candidato dell’una e in quale quello dell’altra.

4

Garantire la rappresentanza di genere

L’obiettivo è raggiunto solo in parte

Si facilita la rappresentanza di genere, ma non la si garantisce non essendo previste quote di risultato nel riparto dei seggi.

5

Assicurare che il Consiglio sia rappresentativo del pluralismo di idee che caratterizza la magistratura

L’obiettivo non è raggiunto

È incentivato il correntismo, sono favorite le “spartizioni” dei distretti tra le correnti, sono favorite le pratiche clientelari, non è favorita la contrapposizione democratica tra gruppi rappresentativi di idee.

 
Schema di disegno di legge (4 MB)

Schema di disegno di legge