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Il nuovo Direttivo della Scuola approvato a maggioranza

Il Plenum oggi ha votato le nomine dei sei magistrati e del professore universitario che andranno a comporre il Comitato Direttivo della Scuola Superiore della Magistratura. Accogliamo con soddisfazione l’approvazione a larga maggioranza delle due proposte della Sesta commissione. Resta il rammarico che, per il prevalere di mere logiche di contrapposizione, non si sia raggiunto l’obiettivo dell’unanimità

Approvate le due delibere per le nomine dei sei magistrati e del professore universitario componenti del Comitato Direttivo della Scuola superiore della magistratura.

Nel primo caso i nominativi proposti dalla Sesta commissione (Gian Andrea Chiesi, Roberto Giovanni Conti, Fabio Di Vizio, Loredana Nazzicone, Roberto Peroni Ranchet e Vincenzo Sgubbi) hanno ottenuto ventuno voti a favore: tutti i consiglieri eletti in quota AreaDG, Unicost e MI, più i consiglieri laici Ernesto Carbone e Romboli, la prima presidente e il procuratore generale; contrari i consiglieri laici eletti col centro destra (Aimi, Bertolini, Bianchini, Eccher, Giuffré e Natoli) e Andrea Mirenda; si sono astenuti Domenica Miele e Roberto Fontana.

La professoressa Sciarra ha ottenuto il voto di tutti i consiglieri con le sole astensioni di quattro laici (Aimi, Bianchini, Eccher e Giuffré).

I consiglieri del centro destra hanno accusato la commissione di avere operato secondo logiche spartitorie e correntizie, spendendo argomenti del tutto generici: veri e propri slogan, scollegati dalla motivazione della delibera. Tant’è che nessuno ha proposto nomi alternativi.

Nel corso della procedura noi ci siamo invece battuti per garantire alla Scuola la funzione di istituzione che si occupi di una formazione non solo tecnico-scientifica, ma anche deontologica e culturale; una Scuola dal cui Direttivo nessuno possa essere escluso – come qualcuno pretendeva – per il solo fatto di avere una chiara riferibilità ai gruppi associativi. Riteniamo di avere conseguito questo risultato nominando colleghi di spessore professionale e di provata capacità formativa, senza che sia stata di ostacolo la loro storia associativa limpida e riconoscibile.

Il nostro impegno non è stato evidentemente compreso non solo da Andrea Mirenda, ma anche da Mimma Miele e Roberto Fontana, che hanno motivato la loro astensione con critiche al metodo di lavoro della commissione, senza misurarsi, però, con i vincoli giuridici che disciplinano la procedura e la motivazione (i quali non consentivano anticipazioni dei criteri selettivi applicati) e senza contestare la qualità dei profili dei colleghi nominati, rispetto ai quali hanno anzi espresso un chiaro apprezzamento.

In definitiva ci siamo confrontati con posizioni che non hanno voluto affrontare il merito della proposta, risolvendosi di fatto – come ha detto Antonello nel proprio intervento – in uno sterile sventolio di bandierine.

 

6 marzo 2024