FEBBRAIO
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Diario dal Consiglio del 17 febbraio 2024

I lavori del CSM raccontati dai Consiglieri di AreaDG

Offriamo a tutti i lettori del nostro sito una lente d’ingrandimento sulle vicende più rilevanti del Consiglio. Se il governo autonomo è davvero responsabilità di ciascun magistrato, questi deve prima di tutto essere posto in condizione di conoscere i fatti. Perciò noi saremo sempre pronti a raccontare, qui e altrove, ciò che accade e perché accade.

Francesca Abenavoli, Marcello Basilico, Maurizio Carbone, Geno Chiarelli, Antonello Cosentino, Tullio Morello

La scelta d’intitolare il palazzo di piazza Indipendenza a Vittorio Bachelet, deliberata dal Plenum il 7 febbraio scorso, ha un alto valore simbolico. Da vicepresidente del Consiglio Superiore si era rivelato un saggio mediatore in un momento critico per il Paese e per la magistratura italiana, dichiarandosi sempre contrario a ogni misura legislativa che pretendesse di combattere il terrorismo con norme che, per ragioni emergenziali, rappresentassero degli strappi all’ordine costituzionale. Fu per ciò che egli divenne un nemico per quello stesso terrorismo, che lo assassinò barbaramente all’università, dove aveva appena terminato una lezione. Oggi il nome di Bachelet si sostituisce così a una denominazione che per tanti anni ha evocato invece un periodo buio della storia d’Italia.

La pur ridotta adozione per le sole procedure di archiviazione confermano la totale inadeguatezza del nuovo applicativo adottato dal Ministero della giustizia per la digitalizzazione del processo penale. Nonostante gli apprezzabili tentativi di adattamento, sembra evidente che la sua concezione sia incompatibile con l’attività degli uffici di procura e del giudice per l’indagine preliminare. Siamo di fronte a un caso esemplare in cui l’informatica tende a piegare la giurisdizione alle proprie esigenze, anziché esserne servente. Anche per questa ragione sembra difficile immaginare che APP – così è denominato l’applicativo ministeriale – possa prima o poi risultare idoneo allo scopo.

Ancora qualche considerazione sulle nomine del presidente del Tribunale di sorveglianza di Roma e del procuratore della Repubblica di Messina, anche per offrire una risposta alle argomentazioni esposte fornite dai consiglieri di altri gruppi. Siamo sempre stati a favore della discrezionalità del Consiglio nella scelta dei dirigenti che appaiono più idonei per una specifica funzione. Ma quando le regole ci sono e sono chiare, la loro violazione danneggia, prima di tutto, la credibilità dell’autogoverno

L’esame delle osservazioni di un sostituto procuratore sull’assegnazione di altra collega alla DDA ha rappresentato l’occasione per un ampio dibattito in Plenum circa l’ampiezza del sindacato consigliare sulle scelte organizzative del dirigente. A circolare vigente è difficile sostenere che il CSM possa spingersi a esercitare una verifica che superi il limite della conformità del provvedimento alle fonti primarie e secondarie in materia.

Affrontiamo nel dettaglio i passaggi della nomina del nuovo assistente del membro italiano di Eurojust, avvenuta da parte del Ministro, su delibera conforme, a maggioranza, del Consiglio Superiore, in violazione, a nostro giudizio, della disciplina vigente (d. lgs. n. 183/2023) appena adottata in attuazione del regolamento UE 2017/1727. Troviamo incomprensibile l’interpretazione che si è inteso dare della nuova normativa e il fatto che si sia così rinunciato ad esercitare una prerogativa di nomina per un magistrato chiamato a esercitare funzioni giurisdizionali

Francesca Abenavoli, Marcello Basilico, Maurizio Carbone, Geno Chiarelli, Antonello Cosentino, Tullio Morello

3 febbraio 2024

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13 maggio 2023

29 aprile 2023

15 aprile 2023

24 marzo 2023

11 marzo 2023

25 febbraio 2023

Comunicati di AreaCSM

La proposta dei sei magistrati per la Scuola superiore
Preceduta dal clamore di gravi e sconsiderate dichiarazioni pubbliche di alcuni consiglieri, la votazione della Sesta commissione ha ieri indicato i sei magistrati componenti del Comitato direttivo della Scuola superiore della magistratura. In attesa della stesura della motivazione della delibera e del Plenum successivo, vogliamo dare conto sinteticamente di un lavoro condotto nel rispetto di una sola regola di fondo: la valutazione dei curricula dei candidati, alla luce dei criteri indicati dal bando e dell’esigenza di garantire un direttivo improntato al pluralismo professionale e culturale.
A difesa del giudice di Catania e del ruolo della magistratura
Richiesta in Consiglio Superiore l’apertura di una pratica a tutela della collega che ha emesso le ordinanze con cui non sono stati convalidati i trattenimenti di tre persone rifugiate. L’iniziativa è venuta da tutti i consiglieri togati, tranne che da quelli eletti per Magistratura indipendente, i quali non hanno inteso aderire malgrado l’evidente gravità dell’accaduto: si tratta infatti di tutelare tanto la legittimazione professionale della collega, quanto il ruolo che la Costituzione assegna alla magistratura
Il colpo di spugna sulla degenerazione etica
Votando la conferma nella funzione di presidente del Tribunale di Brescia di un collega già censurato in sede disciplinare per gli stessi fatti, Magistratura Indipendente, Unità per la Costituzione e i componenti laici eletti dalle forze di centro destra e di I.V. hanno sancito definitivamente il superamento da parte del CSM della rilevanza dei traffici correntizi relativi al conferimento di incarichi direttivi.
Derive correntizie e moralizzatori a parole
Il Ministro della giustizia chiama a sé un magistrato coinvolto pesantemente nelle chat con Luca Palamara per la spartizione di cariche e incarichi. AreaDG si è opposta fermamente, ma il Plenum a maggioranza ha autorizzato l’incarico